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FESTIVAL DELLE CITTÀ 2021: TERZA GIORNATA
LE ISTITUZIONI ITALIANE NELL'ITALIA VELOCE
GIOVEDÌ 30 SETTEMBRE

La terza giornata si è aperta con la presenza del Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Antonio Decaro Presidente ANCI, Sindaco di Bari

Luigi Gubitosi Amministratore Delegato Tim. Ha moderato il dibattito dal titolo "Le istituzioni italiane nell’Italia veloce", Gennaro Sangiuliano Direttore TG 2

"Se medici e operatori sanitari sono stati la prima linea di difesa dei cittadini dall'incubo COVID, subito dopo ci siete stati e continuate a esserci voi amministratori locali. Il vostro esempio e lo spirito di servizio con cui continuate a lavorare sono ciò che meglio ci ricorda l'obiettivo che oggi ci unisce: far ripartire l'Italia". Sono le parole del Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, in apertura della seconda giornata del "Festival delle Città", organizzato da ALI (Autonomie Locali Italiane)" ha commentato la Presidente del Senato Casellati.

"Un sincero pensiero di riconoscenza e di vicinanza ai tanti nostri Sindaci, agli amministratori e a tutti gli impiegati dei Comuni e degli enti territoriali - ha aggiunto Casellati - che con instancabile dedizione, 

da due anni, si stanno impegnando nella quotidiana gestione delle tante difficoltà sociali, economiche e sanitarie provocate dall'emergenza pandemica. Penso al lavoro incredibile fatto per proteggere la salute dei cittadini e assicurare la continuità dei servizi essenziali sui territori, specie nelle fasi più acute dell'emergenza. Penso agli sforzi per garantire assistenza ai più fragili: agli anziani, ai disabili, a tante famiglie rimaste senza lavoro e senza reddito. Penso all'impegno per consentire la riapertura di scuole e asili-nido, mettendo in sicurezza istituti e strutture pubbliche. Penso al sostegno, anche economico, che in molti casi avete fornito a imprese, commercianti e artigiani che non sapevano a chi chiedere aiuto".
Sulle opportunità che vengono dal Next Generation EU la Presidente del Senato ha affermato che: "Possiamo guardare con fiducia a una rinascita economica e sociale anche grazie alle straordinarie risorse finanziarie messe a disposizione dall'Europa nel quadro del Recovery Fund e del fondo Next Generation EU. Una grande opportunità anche per le Regioni e soprattutto per le amministrazioni comunali, che avranno il compito di gestire direttamente gran parte di quei fondi nella realizzazione di progetti e iniziative per modernizzare il Paese, puntando su innovazione, lavoro, competitività e sviluppo sostenibile"

Cosa si intende per transizione digitale?

Luigi Gubitosi: "Veloce questa parola neofuturista ci dice tutto. La tradizione centralista è molto forte in Inghilterra e Francia molto meno in Italia e Germania. In questo momento c'è un grande ottimismo, grandissimo entusiasmo. Dobbiamo far sì che questo ottimismo continui perché si deve trasferire a tutte le nostre attività. I Comuni hanno grandissime opportunità perché il digitale permette di fare tantissime cose. [...] dobbiamo diventare intolleranti ai ritardi. Dobbiamo far entrare questa cultura del fare: come sappiamo abbiano una storica debolezza nei bandi, il massimo ribasso non piò essere mai il criterio. Abbiamo il più grande piano di digitalizzazione del mondo: 46 miliardi dobbiamo approfittarne, però avendo tutti i presupposti giusti. La messa a terra è quello che conta. I Comuni sono una categoria non omogenea: credo che il compito delle vostre associazioni sia quello di mettere in rete le best practice. Sono state assegnate importanti riforme anche alla formazione. E' necessario che vi sia un recupero o un aumento di competenze in una serie di campi: e lì le associazioni dovranno fare molto per prendere quest'ondata di crescita che va cavalcata cercando di non cadere dall'onda".

Il PNRR.

Antonio Decaro: "Se potessi io chiederei personale e facilitazione nell'assegnazione delle risorse. Noi siamo i soggetti attuatori del PNRR o per meglio dire del Next Generation EU. Perché? Lo dice la storia: quando c'è stata una ripresa, la partenza è ricominciata sempre dalle municipalità dai Comuni. Perché siamo il soggetto investitore pubblico più importante del nostro Paese e lo dice la Presidenza dei Ministri. I comuni spendono il 25% delle risorse pubbliche in opere pubbliche. La Corte dei Conti ha specificato che 2012 al 2018 sono 185.00 i progetti attuati dai Comuni e il comparto dei Comuni ha aumentato la propria spesa in opere pubbliche di una percentuale che supera il 30%. Nel 2020 i Comuni incrementano la spesa in opere pubbliche del 20% nonostante il Covid. La transizione digitale il contrasto alla povertà sono temi di competenza dei Sindaci. Noi ci sentiamo luogotenenti del Governo sul territorio per dare attuazione al PNRR. Il Presidente Draghi non è l'uomo della necessità ma l'uomo dell'opportunità. Dà l'idea di un gioco di squadra: l'opportunità per uN Paese di ripartire, un'opportunità di crescita, un Paese che, fino a quel momento, sembrava ostaggio delle beghe politiche. Come si fa a dare attuazione al PNRR? Noi siamo preoccupati. E' stata fatta una semplificazione con termini stringenti sulle autorizzazioni e il passaggio automatico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il tema di oggi sono: le assegnazioni delle risorse e il personale. Il personale non ce l'abbiamo. C'è una norma che dice che possiamo fare delle assunzioni ma poi ci si scontra con le interpretazioni delle norme. A oggi noi non possiamo assumere. Tanto è vero che stanno trovando una circolare interpretativa che ci permetta da oggi pomeriggio di fare assunzioni o devono fare una modifica normativa. Secondo tema assegnazione delle risorse. Ne arriveranno tantissime, ma arriveranno subito? Noi abbiamo fatto delle proposte e alcune le hanno accolte. Ma le assegnazioni devono essere immediate. Noi non vogliamo scavalcare le Regioni: si possono scegliere i parametri in conferenza unificata. Si assegnano le risorse direttamente, come abbiamo fatto per i centri estivi. Al contrario ieri il bando del Ministero dell'Ambiente ha detto che possono partecipare gli ATO. Ora gli ATO in alcuni territori non funzionano: che succederà? Rischiamo che con quel bando parteciperanno i Comuni che quegli impianti già ce li hanno e quelli che non li hanno non essendo pronti non potranno partecipare. Non è vero che io le Regioni non le voglio. Questo è un caso in cui se avessimo dato le risorse alle Regioni, prima o poi quei Comuni dove ancora non ci sono gli ATO, avrebbero avuto modo prima o poi di presentare la loro domanda. Perché non ascoltate i Comuni che poi sono i soggetti attuatori? Noi vogliamo dare die consigli anche per facilitarci la spesa. Abbiamo l'opportunità non di tornare al Paese del 2019, perché quello non era un Paese giusto e forte, con le risorse del PNRR noi Sindaci vogliamo accettare la sfida e diventare protagonisti insieme al governo di un Paese che cambia e renderlo più giusto e più forte rispetto al 2019".​

E' intervenuto in collegamento anche 

Giovanni Malagò: "A proposito di Italia veloce abbiamo dato nello sport un buon esempio. Sono stato un Presidente sempre molto attento, profondo conoscitore del territorio, conosco molto bene la cornice, il quadro della realtà. [...] Una considerazione: con un pizzico di affettuosa complicità ma anche di amarezza ho ascoltato l'intervento del Sindaco Decaro quando parlava soprattuto all'aspetto delle assunzioni delle normative giuslavoristiche legate a tutta una serie di procedure. E' la stessa storia che purtroppo professo io da mesi. Fra il dire il fare, fra chi emana, chi norma, chi legifera noi dobbiamo in qualche modo subire quegli che sono gli aspetti prodotti dal legislatore. Spesso, vogliamo dire in buona fede, però la norma non ha nessun riscontro applicativo perché la norma non è scritta per chi in effetti sta dall'altra parte della scrivania. Spesso chi le prepara e chi poi le porta al voto poi non conosce la realtà sul campo, non sta in trincea come lo siete voi e come lo siamo noi. E questo è un disastro. Questo implica che ognuno di noi nei rispettivi ruoli destina una percentuale folle della propria quotidianità a occuparsi di come dipanare questa matassa, questo groviglio di situazioni che sulla carta dovrebbero aiutarti a migliorare le nostre capacità. Poi c'è un discorso di persone, di uomini e donne che fanno la differenza. So che voi che fate di tutto per farvi ascoltare. L'ho fatto e lo sto facendo anche io. Penso sempre che chi sta a un livello superiore dovrebbe essere contento nell'ascoltare quello che chi sta sul campo chiede. Teoricamente a quel punto uno dovrebbe avere consenso politico e dare soddisfazione perché i problemi si risolvono. [...] ​Il Comitato Olimpico ha credibilità nei risultati e nel prestigio come abbiamo dimostrato, che all'estero è considerato una specie di icona e di vanto, e uno dovrebbe fare di tutto per preservarlo e non creargli problemi. Lo sport si fa sul territorio, fuori dai palazzi. Una percentuale spaventosa, ben oltre il 90%, degli impianti sportivi sono comunali, c'è tutta una dinamica complessa che riguarda le dinamiche dei bandi delle concessioni dell'utilizzo oltre allo stato dell'arte degli impianti stessi. Io sono in piena sintonia con la vostra categoria perché senza di voi oggi le SSD non saprebbero cosa fare e come farlo. E' vero che se le SSD non funzionano, la gente la prima cosa che fa è chiedere al Sindaco dove portare a fare sport ai propri figli e diventa tutto un boomerang. La collaborazione c'è, dobbiamo fare sistema continueremo a farlo, sfruttando le possibilità che oggi abbiamo con questa congiuntura favorevole ma anche con il sano realismo di evitare di fare qualche errore che nel passato è stato fatto".

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